Neil De Marchi (Katanning, 1939) docente presso la Duke University (Stati Uniti) analizza la figura di Bernard de Mandeville (1670 –1733), medico, filosofo e pensatore politico olandese naturalizzato inglese, noto per la sua opera La favola delle api (1724). Mandeville sostenne che i vizi privati, come il lusso e l’orgoglio, generano benefici pubblici, promuovendo occupazione e prosperità. Ripropose alcune idee sulla virtù, la bontà, e così via, che si possono considerare neoplatoniche, anticipando temi di economia comportamentale e istituzionale. Mandeville propose una legislazione fondata sulla canalizzazione delle passioni, anziché sulla loro repressione, e valorizzò il commercio come portatore di innovazione e opulenza. De Marchi ne sottolinea la visione della socialità come costruzione artificiale e l’influenza esercitata dalle sue idee su Smith, Keynes e Hayek.
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