Lo storico trionfo di Adriano Panatta agli Internazionali d’Italia nel maggio 1976: un’impresa che ha segnato per sempre lo sport italiano.
Questo ricordo torna vivo nel cuore degli appassionati grazie ai preziosi filmati recuperati da Rai Teche – estrapolati da telegiornali e trasmissioni dell’epoca – e riproposti insieme ai puntuali e suggestivi resoconti dei grandi cronisti di allora.
Rivedere quelle immagini restituisce l’istante preciso in cui il tennis, in Italia, si è tramutato in passione collettiva: un filo rosso ideale che unisce quell’entusiasmo all’eco globale delle odierne imprese di Jannik Sinner.
Le cronache dell’epoca riaccompagnano lo spettatore al Centrale del Foro Italico in quel viaggio indimenticabile che culmina il 30 maggio 1976. Superato in semifinale l’australiano John Newcombe, il tennista romano si trova di fronte l’ultimo ostacolo per alzare la coppa: l’argentino Guillermo Vilas.
A immortalare quell’atto conclusivo sono Gianni Minà e Giampiero Galeazzi, capaci di unire lo scrupolo professionale a un talento innato nel raccontare lo sport.
Da un lato c’è lo sguardo ravvicinato di Minà che, nel celebre reportage nei corridoi del Centrale prima del quarto set, cattura la massima tensione emotiva del match: un frammento sospeso tra il silenzio del clan di Vilas e un Panatta totalmente concentrato, rassicurato dallo sguardo del mentore Mario Belardinelli. Dall’altro spicca la narrazione viscerale di Galeazzi, la cui voce vibrante trasmette la passione degli spalti e la fatica epica di quegli scambi martellanti sulla terra rossa. A quel trionfo Panatta risponde con una gioia misurata e priva di rivincite, sigillo di una definitiva maturità umana e professionale.
Il successo a Roma è l’innesco di un anno irripetibile: poche settimane dopo arriva la consacrazione al Roland Garros di Parigi e, a dicembre, il cerchio si chiude a Santiago del Cile con la storica conquista della prima Coppa Davis, insieme al capitano Nicola Pietrangeli e ai compagni Bertolucci, Barazzutti e Zugarelli.
Celebrare oggi quel mezzo secolo di storia unisce l’orgoglio del presente alla memoria di allora. Davanti ai successi di Sinner, il pensiero torna al bianco e nero del 1976: alle interviste ficcanti di Minà, al racconto travolgente di Galeazzi e alle “veroniche” di Adriano. Un legame che unisce intere generazioni nella stessa, identica passione per il tennis.
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Panatta da Guido Oddo a “Sport 7” del 30/05/1976: l’equilibrio dietro il successo
Ospite di Guido Oddo dopo il trionfo agli Internazionali, Adriano Panatta replica alle vecchie critiche: l’impegno c’è sempre stato, ma forma fisica, maturità e matrimonio gli danno quell’equilibrio mentale riflesso nel suo gioco. Sollecitato poi a paragonare Vilas a fuoriclasse come Connors e Ashe, il romano ne riconosce lo stesso eccelso valore tecnico. Nel corso dell’intervista vengono riproposte e commentate le immagini di un momento cruciale della finale: sul 6-5 nel tie-break del secondo set, uno scambio formidabile viene impreziosito dal suo celebre recupero in tuffo che ha entusiasmato il Foro Italico. In conclusione, Oddo chiede un pronostico sulla sfida di Coppa Davis che, di lì a un mese e mezzo, vedrà l’Italia opposta alla Svezia di Björn Borg. Panatta si dice sicuro che, grazie al contributo dei compagni Barazzutti, Bertolucci e Zugarelli, anche questo storico traguardo sia raggiungibile.



