Rai Teche rende disponibile su RaiPlay il filmato Arte e Shoah di Clemente Volpini, proposto questa mattina, 27 gennaio 2026, all’interno della Cerimonia per il Giorno della Memoria alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel Palazzo del Quirinale.
Il racconto propone una riflessione articolata sul ruolo dell’arte nel testimoniare la tragedia dei campi di sterminio ed è costruito con materiali d’archivio, immagini, parole e musica, prendendo avvio dal celebre monito di Theodor W. Adorno, secondo il quale “scrivere una poesia dopo Auschwitz è un atto di barbarie”.
Da questa affermazione nasce una tensione che attraversa tutto il filmato: il paradosso di un’arte che, pur di fronte all’indicibile, continua a cercare forme, parole e suoni per testimoniare e interrogare la coscienza contemporanea.
In questo percorso si inseriscono le parole dello scrittore ungherese Imre Kertész, Premio Nobel per la Letteratura 2002, che ricorda come la sconvolgente esperienza della Shoah abbia azzerato tutti i valori etici: proprio da questa distruzione emerge una nuova responsabilità dell’atto creativo, chiamato a confrontarsi con una frattura storica e morale che è inimmaginabile ricomporre.
Il momento centrale del filmato è dedicato a Francesco Guccini, in uno storico live del 1967 e nel viaggio ad Auschwitz assieme a S.E. Cardinale Matteo Maria Zuppi tratto dal documentario “Sono morto che ero bambino” di Francesco Conversano e Nene Grignaffini.
Guccini ripercorre l’origine della sua celebre canzone Auschwitz, mentre Zuppi sottolinea come la forza di quei versi risieda nell’adottare il punto di vista di un bambino, ricordando che la poesia e l’arte sono esperienze che superano chi le crea e continuano a parlare nel tempo.
La riflessione si conclude con la testimonianza della pittrice Eva Fischer, che nei campi di sterminio ha perso gran parte della sua famiglia. Fischer racconta di aver realizzato le sue opere attingendo al tempo più cupo della propria memoria, e di averle dedicate “a tutti coloro che non sono tornati”.
Le immagini dei suoi dipinti – tra cui Addio (1949), Controluce (1963) e Corsa interrotta (1978) – sono presentate grazie alla collaborazione con ABEF – Archivio Baumann e Fischer.
Arte e Shoah è un racconto corale nel quale arte, poesia, musica e immagini diventano strumenti di conoscenza e consapevolezza, contribuendo a mantenere viva la memoria della Shoah e a ribadire il valore civile del ricordo.



