Per festeggiare i cento anni di Susanna Egri, Rai Contenuti Digitali e Transmediali e Rai Teche presentano, in collaborazione con il CPTV di Torino, un documentario tributo a una delle più grandi protagoniste del mondo della danza del Novecento: “Susanna Egri, una vita sulle punte” sarà disponibile in esclusiva su RaiPlay a partire da martedì 17 febbraio, vigilia del compleanno della grande coreografa.
Quello di Susanna Egri è uno di quei casi in cui la vita dell’artista coincide perfettamente con la sua arte: un’esistenza, forse più d’una, vissuta intensamente attraverso la coreografia studiata e sperimentata in tutte le sue forme, dal balletto neoclassico al jazz, dal folklore all’espressionismo.
Il racconto si snoda attraverso un’intervista originale ed esclusiva in cui l’artista, oggi centenaria, ripercorre con straordinaria lucidità i momenti che hanno segnato la sua vita e la sua carriera: dall’infanzia cosmopolita al seguito del padre (il celebre allenatore del “Grande Torino” Ernő Egri Erbstein) al trauma delle leggi razziali che la allontanarono dalle scuole italiane, dal ritorno in Ungheria dove scoprì la danza come “una nuova maniera di considerare la vita” al definitivo rientro nel capoluogo piemontese, dove portò la ventata di novità espressive assimilate nella fervore artistico di Budapest.
Particolarmente toccante è il passaggio dedicato al 1949, l’anno della tragedia di Superga, in cui perse il padre e, con lui, tutto il suo mondo. “A Superga ho ritrovato la mia valigia prestata a mio padre” – ricorda l’artista – “dentro c’era la bambolina col costume portoghese che mi stava portando in dono. È diventata il mio talismano, non l’ho mai rattoppata, è sempre con me”.
Il 1949 fu al contempo l’anno dell’inizio delle trasmissioni sperimentali e fu proprio la televisione a dare a Susanna Egri la forza di ricominciare: chiamata da Sergio Pugliese, che intuì come la TV avesse bisogno di movimento, la Egri creò il primo “teleballetto” originale, “Le foyer de la danse”. Iniziò così una stagione di sperimentazione senza precedenti, che il filmato documenta con preziosi repertori delle Teche Rai: le avanguardistiche coreografie jazz, il sontuoso “ballo excelsior”, l’audace coreografia Jeux di Vaclav Fomič Nižinskij.
Fin dal 1954 le fu anche affidata una rubrica all’interno di Orizzonte, uno dei primi settimanali televisivi della neonata TV Rai, una prova di “rotocalco” curata da nomi del calibro di Furio Colombo, Umberto Eco e Gianni Vattimo: per il programma, Susanna Egri presentava un “Carnet di ballo” in cui informava i telespettatori su vecchie e nuove tendenze del mondo della danza, dimostrando anche spiccate doti divulgative oltre al suo talento di ballerina.
Nel 1963 la Rai le commissionò tre balletti televisivi e Susanna Egri decise di far ricorso alle storie da cui erano nati i libretti di opere come Turandot, Vita di Bohème e Cavalleria Rusticana. Grazie alla sua originale rielaborazione dell’opera di Mascagni tratta dalla novella di Giovanni Verga e al guizzo creativo di ambientarla in una Sicilia anni ’50 influenzata dai ritmi e dalla cultura d’oltreoceano, Susanna Egri si aggiudicò la vittoria del prestigioso Prix Italia.
Oggi Susanna Egri continua a insegnare ogni giorno: “Io non ho avuto figli, ma da me nascono figli attraverso ciò che ho trasmesso loro. Finché posso trasmettere, io ci sono”.
“Susanna Egri, una vita sulle punte” è un viaggio alla scoperta di una donna visionaria che ha saputo trasformare la disciplina classica in un linguaggio universale e moderno portandolo, attraverso la televisione, nelle case di tutti noi.



