Il 15 marzo 1976 segna una svolta storica per il servizio pubblico: il telegiornale unico lascia il posto a due testate distinte, Tg1 e Tg2, nate dalla Riforma della Rai con l’obiettivo di ampliare il pluralismo e la varietà dell’informazione. È l’inizio di una sfida senza precedenti, oggi ripercorsa da Rai Teche su RaiPlay con la pubblicazione, dal 15 marzo, di “1976: la nascita dei due tg” che propone una selezione di filmati dell’epoca organizzati in tre sezioni.
La raccolta restituisce l’impegno, la passione e l’energia profusa da giornalisti, tecnici e maestranze nelle prime due settimane di messa in onda di un progetto estremamente ambizioso. La prima parte del percorso, messo a punto da Rai Teche, costituisce una sorta di premessa e documenta il frenetico trasloco delle redazioni all’interno del Centro di Produzione di via Teulada: tra scrivanie da sistemare e faldoni da archiviare, i cronisti e i volti storici della Rai condividono ansie e aspettative per l’imminente debutto. Sono figure che hanno plasmato il giornalismo italiano e che, con il loro lavoro quotidiano, rendono tangibile la portata di questa trasformazione.
Le altre due sezioni ripropongono invece i servizi trasmessi originariamente dalle due testate nei primi 15 giorni di emissione: per ogni giornata (dal 15 marzo al 1 aprile) è stato selezionato un contributo emblematico, capace di rievocare con efficacia l’esordio di un’informazione rinnovata e dinamica.
La celebrazione dei cinquant’anni di Tg1 e Tg2 diventa inoltre l’occasione per valorizzare l’attività della Rai nella tutela del proprio patrimonio audiovisivo. Coordinato da Rai Teche e finanziato dal Ministero della Cultura, il piano prevede il recupero integrale dei telegiornali trasmessi tra il 1952 e il 1985, attualmente conservati su circa 320.000 bobine. Si tratta di oltre 13.000 ore di straordinario valore documentario, che coprono l’arco temporale dalla ricostruzione post-bellica fino agli anni Ottanta. Per proteggerle dal deterioramento causato dalla “sindrome acetica”, le pellicole vengono digitalizzate e ulteriormente valorizzate grazie all’ausilio dell’intelligenza artificiale.
In questo modo – sottolinea il direttore di Rai Teche, Andrea Sassano – il patrimonio audiovisivo Rai viene restituito al pubblico, in una delle sue parti più antiche e preziose. Potremo nuovamente ricomporre e rivivere frammenti di memoria altrimenti destinati all’oblio.
Qui potete vedere Paolo Frajese che, nella rubrica Stasera G7, ci racconta i primi passi della Rai dopo la riforma, calandoci nell’atmosfera di grande energia e partecipazione che si viveva nel Centro di Produzione di Teulada. Giornalisti, registi e impiegati di produzione non si limitano a separare fisicamente il giornale unico in due testate, TG1 e TG2, ma sono protagonisti di un vero e proprio processo collettivo, che coinvolge ciascuno di loro a tutti i livelli. Non solo preparano con cura i notiziari, ma si occupano anche del trasloco delle scrivanie e delle macchine da scrivere. Suscita un’emozione unica e un forte senso di comunità vedere tanti volti noti e firme prestigiose, normalmente davanti alle telecamere, mettersi in gioco e contribuire a ridisegnare non solo il proprio lavoro, ma anche lo spazio fisico che li ospiterà.



