Rai Teche ha pubblicato su RaiPlay l’antologia “Sciascia, le idee muovono il mondo”, una raccolta di materiali di Rai Teche sul grande scrittore siciliano frutto della costante opera di valorizzazione degli archivi Rai promossa grazie alla digitalizzazione massiva delle pellicole e degli altri supporti analogici e si avvale dalla collaborazione con Vito Catalano, nipote di Leonardo Sciascia.
Tra i contributi più interessanti raccolti nell’antologia la lunga intervista curata da Vittorio Nevano e Lorenzo Mondo “Incontro con Sciascia, Candido in Sicilia” del 10 Febbraio 1978 in cui Sciascia racconta aspetti inediti della sua routine di scrittore metodico, il suo rapporto con l’amato paese natio Racalmuto, l’ammirazione per gli autori francesi del secolo dei Lumi considerati gli artefici di una grande rivoluzione delle idee.
Nell’intervista Sciascia rivela la scrittura di un diario personale che diventa spunto per articoli giornalistici, racconta il suo rapporto con gli scrittori siciliani che lo hanno ispirato e influenzato come il De Roberto de “I Vicerè”, afferma la necessità di credere che le idee muovono il mondo richiamandosi all’eredità di scrittori come Voltaire, artefici di una rivoluzione delle idee, forze positive che ci spronano a pensare in modo autonomo, senza essere subordinati ad ideologie preconfezionate.
Significativo poi il servizio della trasmissione “L’approdo” del 28 Maggio 1968 in cui cinque scrittori che hanno analizzato la realtà del Sud Italia, Leonardo Sciascia, Michele Prisco, Domenico Rea, Carlo Bernari e Carlo Levi, raccontano l’uomo meridionale radicato nei valori della civiltà contadina che si confronta con il consumismo e l’alienazione della società industriale nell’Italia del boom economico.
Da segnalare anche il servizio tratto dalla trasmissione “L’approdo” del 04 Maggio 1963 in cui Leonardo Sciascia presenta il volume “Il consiglio d’Egitto”, libro che ebbe molto successo, e che lo scrittore racconta come l’intreccio di un’impostura con una congiura: l’impostura del monaco Vella che produce dei falsi codici arabi e la congiura di Francesco Paolo Di Blasi, cospiratore repubblicano nella Sicilia borbonica. Sciascia si identifica nelle storie di questi siciliani sconfitti per aver creduto nelle loro idee, celebrati come esempi di coraggio e fonte di ispirazione per tutti coloro che desiderano cambiare l’ordine delle cose esistente.
Nell’antologia non mancano gli interventi che ci ricordano l’alta coscienza civile dello scrittore: la sua denuncia di una mafia legata al traffico degli stupefacenti e ad un’economia di morte nella trasmissione “Primo piano – Quel Sud diverso” del 29 Luglio 1986 ad il richiamo alla necessità di sostenere la lotta alla mafia intesa come restaurazione del diritto contro la violenza e i soprusi della criminalità nei termini espressi da Sciascia nella trasmissione condotta da Michele Santoro “Tg3 settimanale” del 22 Gennaio 1987.



