In occasione del trentesimo anniversario della scomparsa di Andrea Barbato, Rai Teche rende disponibile su RaiPlay il filmato Un saluto da Andrea Barbato (https://www.raiplay.it/programmi/unsalutodaandreabarbato), una preziosa “cartolina” d’archivio che restituisce professionalità ed umanità di uno dei grandi protagonisti del giornalismo italiano del Novecento.
Giornalista per vocazione maturata nel tempo, Barbato ha dedicato la sua vita alla cronaca, attraversando televisione e carta stampata con uno stile riconoscibile per rigore, lucidità e una sottile vena di ironia.
Attraverso il servizio pubblico ha raccontato eventi cruciali della storia contemporanea come la Primavera di Praga, l’attentato a Robert Kennedy, lo sbarco dell’uomo sulla Luna, sempre con l’attenzione di chi osserva il mondo senza rinunciare alla complessità.
Il filmato consente di rivedere numerosi momenti della sua carriera televisiva, tra cui alcune conduzioni della neonata edizione del TG delle 13.30 del 1968, incluso il “debutto” risalente al 24 gennaio di Barbato, che si avvicendava a Piero Angela nel ruolo di anchorman. Spazio anche al racconto del suo lavoro alla sceneggiatura di Chung Kuo, Cina, affidatagli da Michelangelo Antonioni, esperienza che Barbato rievoca riconoscendo come il silenzio e la forza delle immagini abbiano saputo superare il tempo meglio delle parole.
Tra i materiali recuperati figurano inoltre la primissima Cartolina di Andrea Barbato, trasmissione divenuta iconica per la capacità di cogliere con acuto senso critico le sfumature degli eventi di cronaca: un recupero reso possibile grazie alla collaborazione tra Rai Teche e Impianti Speciali.
Il percorso si arricchisce di estratti da alcuni dei suoi più celebri programmi di approfondimento, come Italiani, Fluff – Processo alla TV e Va’ pensiero, oltre a momenti di confronto con colleghi e amici quali Piero Chiambretti e Barbara Palombelli.
Un saluto da Andrea Barbato è un omaggio alla penna e all’uomo, un invito a riscoprire una voce che ha contribuito a formare il senso critico del pubblico e a definire un’idea di giornalismo ancora oggi attuale.



