L’Accademia del Cinema Italiano celebra la 71ª edizione dei David di Donatello, il massimo riconoscimento dedicato a un’industria definita dal suo mosaico di talenti. Fondato nel 1955 sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, il Premio conserva sin dalle origini un legame istituzionale che ne garantisce il prestigio.
Oggi i David si confermano come il manifesto di un cinema in costante evoluzione, la cui prospettiva di futuro è stata resa vibrante, proprio nella scorsa edizione, dallo storico trionfo di Maura Delpero: con Vermiglio, la regia femminile ha raggiunto per la prima volta in settant’anni il gradino più alto del podio, conquistando anche i premi per Miglior Film e Sceneggiatura.
È un nuovo orizzonte che ha visto anche il miglior esordio alla regia di Margherita Vicario per Gloria!; mentre il talento di Tecla Insolia ed Elio Germano — premiati come migliori attori protagonisti — ha suggellato un’eccellenza capace di unire le generazioni; trovando il suo culmine nei riconoscimenti alla carriera per Pupi Avati e nei David Speciali a Timothée Chalamet e Ornella Muti.
Il David, filo rosso capace di annullare le distanze temporali, ci fa ricordare nel 2026 la «classe di ferro» dei centenari. Alla generazione del 1926 appartengono icone come Marilyn Monroe, la cui matura sensibilità ne Il principe e la ballerina fu premiata nel 1958 con una Targa d’Oro, consegnatale poi a New York da Anna Magnani. È un viaggio che rievoca l’intensità di Ingrid Thulin, insignita del David Speciale nel 1974, la potenza civile di Andrzej Wajda, premiato nel 1978, e la ricerca esistenziale di Valerio Zurlini, trionfatore nel 1977 con il doppio David per Miglior Film e Regia.
Questo mosaico di maestri si arricchisce dei nomi che hanno plasmato la materia stessa dei nostri sogni: dai costumi poetici di Danilo Donati alle sceneggiature moderniste di Piero De Bernardi, fino alle colonne sonore di Riz Ortolani e all’esordio coraggioso alla regia di Enrico Maria Salerno.
La storia dei David è un’eredità che continua a vivere nel ricordo di chi ne ha tracciato la strada.
A dieci anni dalla scomparsa del fondatore Gian Luigi Rondi e del maestro Ettore Scola, il pensiero si estende con pari intensità e commozione ai protagonisti scomparsi nel 2025, come le magnetiche Lea Massari e Adriana Asti, e alle leggende internazionali Robert Redford e Diane Keaton. A chiudere questo percorso di memoria resta l’immagine radiosa di Claudia Cardinale: il suo sguardo intenso e la sua voce roca evocano un cinema che continua a vivere, tra passato e futuro.
Il filmato realizzato da Rai Teche è stato presentato al Quirinale il 5 maggio 2026 durante la Cerimonia di presentazione dei candidati ai premi “David di Donatello”.
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